Terapie
Medicina Orale
Che cos’è la medicina orale?
La Medicina Orale è una branca dell’odontoiatria che studia le anomalie e le malattie del cavo orale, sia quelle che esitano in patologie dell’organismo potenzialmente reversibili (per mezzo di un trattamento farmacologico) sia quelle che danno luogo ad alterazioni irrimediabilmente irreversibili (che dovranno essere differite a trattamenti chirurgici); e si prefigge di trattare le patologie potenzialmente reversibili attraverso l’impiego di presidi farmacologici topici e/o sistemici.
Il Patologo Orale o Odontostomatologo è un medico-odontoiatra specialista che, dopo aver approfondito gli studi e maturato una significativa esperienza clinica in patologia e medicina orale, cura le patologie del cavo orale che non necessitano di terapia chirurgica attraverso l’impiego di presidi farmacologici (topici e/o sistemici) volti a curare i tessuti del cavo orale malati e a ristabilire la salute della bocca.
Di cosa si occupa il Patologo Orale?
Il patologo orale, o odontostomatologo, si occupa quindi di diagnosticare e trattare tutte quelle patologie che interessano il cavo orale, ma che non sono direttamente collegate ai denti e ai tessuti di supporto del dente, trattando principalmente le patologie delle mucose e delle ossa mascellari.
Tra le più importanti patologie di cui si occupa il patologo orale vi è il carcinoma orale, che rappresenta il più diffuso dei tumori maligni del cavo orale ed è a tutt’oggi un serio problema per la salute umana con un impatto clinico in termini di incidenza, prevalenza e tassi di mortalità che non tende a migliorare.
Di conseguenza l’odontostomatologo esercita un ruolo cruciale tra gli operatori sanitari, dal momento che avrà il compito di divulgare ai pazienti informazioni esatte sui maggiori fattori di rischio per il cancro orale (come prodotti del tabacco, eccessivo consumo di alcol, lesioni potenzialmente maligne e, in alcuni sottotipi, raggi ultravioletti e HPV ad alto rischio), esercitare misure preventive per diminuire/cessare comportamenti a rischio ed eseguire moderne procedure diagnostiche (utili per il riconoscimento-diagnosi definitiva del paziente e management del post-trattamento).
Strutture anatomiche del Cavo Orale
Il cavo orale è costituito da diverse strutture anatomiche che possono essere aggredite da uno o più agenti eziologici (agenti che possono causare la malattia). Se i fattori aggressivi superano le difese naturali dell’organismo (fattori protettivi), ecco che si manifestano le malattie del cavo orale. Tra le strutture intraorali troviamo: denti, gengive, legamento parodontale, alveoli, ossa mascellari e mucose orale; inoltre abbiamo le strutture extraorali: articolazione temporo mandibolare e muscoli masticatori.
Oltre alle patologie che colpiscono i denti (come le lesioni cariose o le lesioni che colpiscono la polpa dentale all’interno del quale è ospitato il fascio vasculo-nervoso) e i tessuti che circondano i denti (osso alveolare e gengive), esistono quindi delle patologie che colpiscono le altre strutture, ed in particolare la mucose orali, le ossa mascellari e la articolazione temporo mandibolare.
Come si diagnostica il cancro orale?
La diagnosi del carcinoma orale, e degli altri tumori che possono colpire il cavo orale, è imprescindibile da una corretta visita medica, che si compone di:
Anamnesi remota e prossima;
COE: esame orale convenzionale, ossia un’attenta visita clinica del cavo orale e delle strutture annesse e connesse alla ricerca di eventuali alterazioni della mucosa;
Esami di primo livello, ossia esami che il patologo orale può utilizzare in maniera complementare al COE per raggiungere più facilmente la diagnosi;
Esami di secondo livello, ossia l’esame bioptico che permette una diagnosi istologica della lesione e che può essere svolto solamente da un team di specialisti, composto dallo stesso patologo orale e da un anatomo patologo (un medico che si occupa delle diagnosi microscopica della lesione asportare tramite l’esame bioptico dal patologo orale).
Visite di controllo specialistiche a cadenza programmata e regolare.
Solo una visita specialistica così composta può permettere il riconoscimento di lesioni potenzialmente maligne (lesioni che possono evolvere in un cancro) da patologie di scarso significato clinico, andando quindi ad eseguire una diagnosi precoce fondamentale per salvare la vita del paziente.
Lo sapevi che esiste un’entità chiamata cancro orale?
Esiste una branca odontoiatrica chiamata medicina orale che si occupa della salute di tutti quei tessuti che non sono tessuti dentali o parodontale e, più precisamente, si occupa della salute delle mucose orale e periorali, nonché della prevenzione, della diagnosi e del trattamento del cancro orale.
Il cancro orale è un patologia quasi sconosciuta dall’opinione pubblica e comunque spesso sottovalutata, anche se i dati correlati ad essa sono drammatici:
è la patologia tumorale maligna del settore testa collo più frequente, seconda solo al tumore all’esofago;
è il 15^ tumore più diffuso al mondo
ha un’incidenza di 300.000 nuovi casi l’anno
causa più di 145.000 morti l’anno.
Ciò che è più grave è che l’ignoranza nei confronti di questa patologia non è solo del paziente, ma anche dei medici. Infatti non esiste una figura medico sanitaria completa e davvero competente per gestire questa patologia, dal momento che essa dovrebbe essere diagnosticata dall’odontoiatra. Essendo l’odontoiatra il “medico delle bocca”, è suo il compito di approfondire la conoscenza del cancro orale. Nella fattispecie, è l’odontoiatra specialista in medicina orale, anche chiamato odontostomatologo, che si occupa di medicina orale e di conseguenza di oncologia orale, coadiuvato dall’otorinolaringoiatra, dal chirurgi maxillo-facciale e dall’oncologo.
Esattamente come in conservativa, e quindi in perfetto accordo con i principi del Think Adhesive, anche in medicina orale esistono dei protocolli standardizzati e semplificati utili ad individuare e diagnosticare lesione o alterazioni delle mucose del cavo orale, dette pre-cancerose, che potrebbero essere precursori del cancro orale. Questi protocolli sono di fondamentale importanza per il dentista, perché gli permettono di individuare eventuali forme neoplastiche in fasi evolutive iniziale ed eseguire, di conseguenza, una diagnosi precoce in grado, potenzialmente, di salvare la vita del paziente.
Un primo approccio alla medicina orale prevede il riconoscimento di tutte quelle alterazioni anatomiche che si possono riscontrare nel cavo orale del paziente e che hanno carattere fisiologico, ma aspetto patologico.
Tra queste abbiamo le alterazioni della lingua, come la lingua a carta geografica, la lingua scrotale o la lingua nigra; ritroviamo anche i traumi dentali, che causano danni transitori alle mucose; oppure la presenza di ghiandole sebacee ectopiche all’interno del cavo orale che prendono il nome di granuli di Fordyce. Tali alterazioni sono riconoscibili solamente se il dentista svolge un corretto esame obiettivo, che prevede l’ispezione e la palpazione di:
mucose geniene e fornici
gengiva libera e aderente
dorso, pelvi e bordo langua
pavimento orale
palato duro e palato molle
labbra
Oltre a essere in grado di riconoscere le alterazioni del cavo orale che non rappresentano patologia, ma solamente condizione fisiologiche meno frequenti, il dentista dovrebbe riconoscere le lesioni elementari, cioè quelle zone delle mucosa orale che sono alterate rispetto alla mucosa sana. Tra le lesioni elementari abbiamo:
lesioni in eccesso tra cui placche, papule, bolle, vescicole, tumefazioni e lesione verrucose
Lesione in difetto tra cui erosioni ed ulcere
Lesioni piani come le macchie.
Tali lesioni hanno diversa gravità e, alcune di queste, sono esito di alcune patologie più gravi chiamate precancerosi (o lesioni potenzialmente maligne). Diagnosi delle precancerosi è compito dell’odontoiatra specialista in medicina orale, mentre l’odontoiatra generico dovrebbe essere in grado di valutare tra le lesioni elementari quelle più sospette e inviarle in modo celere all’odontoiatra specialista in medicina orale in grado di gestirle.